Le nuvole dell'Atakora
Aime Marco
|
Editeur - Casa editrice |
EDT
|

Africa
Africa Occidentale
Benin
|
Città - Town - Ville |
Torino
|
Anno - Date de Parution |
2002
|
Pagine - Pages
|
112
|
Titolo originale
|
Le nuvole dell'Atakora
|
Lingua - language - langue
|
italiano
|
Edizione - Collana |
Viaggi e Avventura
|
|
|
|
|
 |
Acquista in Italia tramite la Libreria dell'Angolo
(Lungo Tevere Testaccio,10 - Roma)
Le nuvole dell'Atakora |
|
|
|
|
|
Le nuvole dell'Atakora
Racconto etnografico, Le nuvole dell'Atakora narra una storia realmente accaduta in uno sperduto angolo d'Africa. In un villaggio sulle colline del Benin settentrionale un episodio apparentemente banale - la distruzione di un vecchio mercato di paglia e fango, che le autorità decidono di sostituire con uno nuovo di zecca, voluto da un progetto di cooperazione - diventa metafora dell'incomprensione che spesso caratterizza i rapporti tra l'Occidente e il Sud del mondo. A suo tempo testimone diretto della vicenda, l'antropologo Marco Aime, autore di numerosi saggi (tra cui Diario dogon e La casa di nessuno. Mercati in Africa occidentale, entrambi editi da Bollati e Boringhieri), e di diversi libri di narrativa (Taxi brousse, Fiabe nei barattoli, Le radici nella sabbia pubblicati rispettivamente da Stampalternativa, Emi ed Edt), la trasforma in un'intensa favola contemporanea, in un apologo illuminante sullo scontro tra modernità e tradizione nell'epoca dei grandi mercati globali.
|
|
Recensione in altra lingua (English): |
Un breve estratto del libro Le nuvole dell'Atakora, della collana 'Viaggi e Avventura'.
Era iniziata anche la mia persecuzione nei confronti degli anziani del villaggio. Ogni giorno prendevo appuntamenti, combinavo interviste, facevo domande. Salivo al quartiere di Galorhà dove c'è una casa della birra. Le donne lavorano tutti i giorni per tostare, pestare e bollire i grani di sorgo. Ordinavo un vaso di birra e mi recavo a casa di qualche anziano per fare le mie domande. Un vaso di birra era sempre un buon incentivo al dialogo. Piano piano iniziavo a costruire i miei modellini da antropologo. Gerarchie, parentele. Non sembravano esserci divieti matrimoniali tranne che con le donne peul. "Perché non ci si può sposare con le donne peul?". Ooh, diventi povero, a volte anche cieco, ti cadono i genitali. Sposare una peul pareva un disastro. Forse quei pregiudizi erano dovuti alla posizione esterna alla società tangba che i peul occupavano oppure alla tradizionale diffidenza dei contadini nei confronti dei pastori. Via via che iniziavo a conoscere le varie famiglie, però, scoprii che più di un anziano aveva una moglie peul.
Altro vaso di birra, altra riunione con gli anziani. Com'era che non si potevano sposare le peul e poi invece Tizio e Caio lo avevano fatto? Gli uomini si scambiarono occhiate compassionevoli nei miei confronti, poi un vecchietto dalla voce stridula mi disse: "Batouré, noi diciamo così, ma hai visto come sono belle le peul?". Scoppiammo tutti a ridere. L'ossessione dell'antropologo per le regole era sistemata.I giorni passavano e a poco a poco svaniva la sensazione di entusiasmo e stordimento da esotismo. Iniziavo a familiarizzare con quel mondo e a volte mi sembrava quasi normale essere lì.
Da un lato ero contento, dall'altro mi dispiaceva un po' perdere lo stupore ingenuo degli inizi. C'erano però alcuni personaggi che non cessavano d'affascinarmi: i boro-te, i sacerdoti della terra. Anziani che girano con addosso solo un perizoma in pelle. Portano un cappello rotondo di rafia intrecciata e fumano sempre una lunga pipa. Sono loro ad accudire gli altari che proteggono il villaggio. Un giorno chiesi allora al vecchio griot che cosa sapeva di quegli uomini. "Su quelle colline, un tempo, vivevano solo scimmie e antilopi, batouré. Poi arrivò un agricoltore con la sua famiglia. Si piazzò vicino al torrente e si mise a lavorare la terra. Poco dopo arrivò un cacciatore, anche lui con la famiglia, costruì una casa vicino all'agricoltore e iniziò a catturare gli animali che andavano a bere. I due si scambiavano il cibo e iniziarono a mettere al mondo figli. Quelli che vedi sulle colline, sono i discendenti delle famiglie che hanno fondato il villaggio. Sono gli antenati viventi, quelli che "mostrano il posto". Se uno straniero desidera stabilirsi sulle terre del villaggio è a loro che deve chiedere il permesso". "E perché non portano vestiti, e possono mangiare solo certi cibi?". "Batouré, gli antenati avevano abiti? No, erano nudi. Gli antenati mangiavano cipolle o arachidi? Bevevano birra in bottiglia? No, si nutrivano di igname e miglio, cucinati nelle pentole di terracotta e non in quelle di metallo". Il griot si stava infervorando, la sua voce si era alzata. I suoi occhi inutili sembravano fissarmi implacabili. Anche il bambino lo guardava quasi impaurito. "Quei vecchi lassù hanno una forza terribile. Tutti qui hanno paura di loro". Gli uomini che sedevano attorno avevano smesso di bere e assentivano. Si erano girati verso di me scuotendo la testa, come per dire: "Ha ragione il vecchio". |
|
|
|
Biografia |
Marco Aime è nato a Torino nel 1956. Dal 2001 insegna Antropologia Culturale presso l’Università di Genova Dismec (Dip. di Storia Moderna e Contemporanea) sezione Etnologia Facoltà di Lettere e Filosofia. Ha condotto ricerche in Benin, Burkina Faso e Mali, oltre che sulle Alpi. Oltre a numerosi articoli scientifici, ha pubblicato vari testi antropologici sui paesi visitati. È autore anche di alcune opere di narrativa. In Eccessi di culture (2004) ha affrontato i nuovi scenari disegnati da migrazioni, tensioni internazionali, scambi di idee e di immagini; parole come "cultura", "etnia", "identità" riempiono sempre più, spesso a sproposito, i discorsi dei politici e le colonne dei giornali.
Chalancho, ome, masche, sabaque. Credenze e civiltà provenzale in valle Grana (Centre de Minouranço Prouvençal, Coumboscuro, 1992) Il mercato e la collina. Il sistema politico dei Tangba (Taneka) del Benin settentrionale. Passato e presente (Il Segnalibro, 1997) Taxi brousse. Sulle strade d’Africa, Nuovi Equilibri, 1997 Le radici nella sabbia. Viaggio in Mali e Burkina Faso, EDT, 1999 Fiabe nei barattoli. Nuovi stili di vita raccontati ai bambini, EMI, 1999 Alta Langa, L’arciere, 1999 Diario Dogon, Bollati Boringhieri, 2000 Sapersi muovere. Pastori transumanti di Roaschia in collaborazione con S. Allovio e P.P. Viazzo Meltemi, 2001 Le nuvole dell’Atakora, EDT, 2002 La casa di nessuno. I mercati in Africa occidentale, Bollati Boringhieri, 2002 Nel paese dei re, Nicolodi, 2003 Eccessi di culture, Einaudi, 2004 Sensi di viaggio. Il piacere di girare il mondo, Ponte alle grazie, 2005 L'incontro mancato. Turisti, nativi, immagini, Bollati Boringhieri, 2005 Gli specchi di Gulliver. In difesa del relativismo, Bollati Boringhieri, 2006 Gli stranieri portano fortuna (con Tokou Lawa) , Epoché, 2007 Il primo libro di antropologia, Einaudi, 2008 Timbuctu Bollati Boringhieri, 2008 Il lato selvatico del tempo, Ponte alle Grazie, 2008 |
Consulta anche:
Curriculum
|
| |