Chi ha paura della Cina
Cosa dobbiamo aspettarci oggi da un libro sulla Cina? Di essere rassicurati o consolati, o magari convinti ad abbracciare una coraggiosa rassegnazione? Questo non è l'ennesimo libro che vuole spiegarci cos'è la Cina contemporanea raccontandola dall'esterno. Non è l'ennesimo tentativo di adeguare la Cina alle nostre categorie di giudizio: amica/nemica, pericolo di portata mondiale o gigante dai piedi d'argilla, prossimo al crollo. L'originalità di questo libro risiedono in primo luogo nel fatto che il suo autore non è semplicemente il corrispondente della "Stampa" a Pechino, ma uno studioso che vive in Cina da oltre vent'anni, accreditato tanto in Oriente quanto in Europa e negli Stati Uniti come uno dei più autorevoli osservatori della realtà cinese; in secondo luogo, nel fatto che è un libro chiaramente schierato, sostenuto da una tesi precisa: la Cina è il mondo che cambia, e chiudere gli occhi e i confini a questo cambiamento equivarrebbe a un suicidio. Ancora di più: la Cina potrebbe essere, per il nostro Paese e per le sue forze più vitali e innovative, la migliore delle occasioni per riprendere a guardare al di là dei confini degli interessi particolari e oltre un futuro che ormai siamo purtroppo abituati a pensare solo in termini di legislature. Il gigante che dopo centinaia di anni di isolamento si apre, pieno di contraddizioni, è in realtà lo specchio di una storia che già conosciamo e contemporaneamente, per noi come per tutto l'Occidente, la sfida di ripensare la storia.
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Dalla prefazione di Luca Cordero di Montezemolo: La Cina è uno stimolo irresistibile, in grado di suggerire cambiamenti di prospettiva e di far cadere gabbie concettuali. La Cina, come sostiene Sisci, può diventare una sfida in generale, anche al di là di se stessa: e l’autore lo dimostra in queste pagine alternando lo sguardo di chi osserva l’economia con gli occhi dello studioso di cultura cinese, e la politica con la concretezza di chi vive in quel Paese da prima del grande cambiamento degli ultimi anni. |