TsaparangIn breve Tsaparang era la capitale dell'antico regno di Guge nella Valle di Garuda, solcata dal fiume Sutlej superiore, prima di entrare nello Spiti (India) ed a circa 278 km a sud sud-ovest di Sengge zangbo Town (capitale della Prefettura) e 26 km a ovest del monastero di Tholing (11° secolo), ed ad ovest del monte Kailash e il lago Manasarovar. La località, in verità un misero villaggetto, è dominata dallo Tsaparang Dzong. Più ad ovest, nell'alta valle del Garuda, si trova il monastero Bon di Gurugem. [1] Tsaparang è una enorme fortezza arroccata su una roccia a forma di piramide alta quasi 200 metri al terminealla sommità di uno stretto sperone. Numerose gallerie e grotte che sono state scavate nella roccia. In cima vi sono due templi pubblici: il Lhakhang Marpo (Cappella rossa) e il Lhakhang Karpo (Cappella bianca), e gli alloggi per i monaci. Più in alto, salendo una scala in pietra in un tunnel semielicoidale, vi erano i quartieri reali, probabilmente la residenza estiva. [2]
Storia Secondo alcune fonti, Tsaparang è stata fatta capitale del regno di Guge da Namde Wosung, uno dei figli del fogli di re Langdharma, l'iconoclasta re anti- buddista del Tibet 838-841a.D., dopo il regicidio di Langdharma è stato L'impero tibetano precipitò nella guerra civile e venne suddiviso in una serie di regni indipendenti. [3 ] Altre fonti recitano che dei due dei nipoti di Langdharma fuggiti in Tibet occidentale (circa ne 919 a.D.). quello più anziano, Nyima Gon, si stabilì a Purang e conquistò una vasta area compreso Ladakh e parti di Spiti. Dopo la sua morte il suo regno fu diviso tra i suoi tre figli nei regni di Guge, Purang, e Maryul ( = Ladakh) . Guge controllava la antica rotta commerciale tra India e Tibet, praticamente la regione precedentemente conosciuto come Zhangzhung e divenne un importante potenza regionale dal 10 ° secolo dC . [3 ] Nel 11° secolo, il re Yeshe O, in collaborazione con il famoso traduttore sanscrito, Rinchen Zangpo (Lotsawa il grande traduttore), e il maestro indiano Atisha, reintrodusse il buddhismo in Tibet occidentale. Presto Tsaparang ,e Tholing , anche fatte di mattoni di fango, vennero costruiti, insieme ad altri templi e monasteri. L'influenza del regno di Guge, in particolare il centro monastico di Tholing era conosciuto dal Kashmir a Assam". [1] Nell'estate del 1624 due missionari gesuiti portoghesi, padre António de Andrade e il fratello Manoel Marques giunsero alla regione in cerca di regni cristiani che si favoleggiava essere aldilà della Himalaya . Dopo un viaggio durissimo (erano i primi europei ad attraversare l'Himalaya) arrivarono a Tsaparang, dove ottennero dal re di Guge il permesso di predicare liberamente la propria religione in tutto il regno, e lasciarono Guge dopo meno di un mese. Dopo aver ottenuto l'autorizzazione formale e fondi per avviare una missione in Tibet dal gesuita superiore a Goa, Andrade, Marques e altri tre gesuiti ritornarono nella estate successiva ed edificarono una chiesa ai piedi della cittadella e un'altra a Rudok, a 209 km di distanza. António de Andrade lasciò il Tibet nel 1628 e nel 1630 il re del Ladakh, Senge Namgyal, invase e rovesciò il regno di Guge, catturando Tri Tashi Drakpa, il re protettore dei Gesuiti e la sua famiglia. Sotto il dominio del Ladakh la missione caduto rapidamente nel caos: Andrade venne poi assassinato a Goa nel 1634. Nel 1640 Manuel Marques guidò una spedizione nel tentativo di ristabilire la missione, ma fu catturato e il resto del suo seguito fuggì. Scrisse una lettera implorando il quartier generale dei gesuiti a Agra in India di salvarlo, ma non si seppe più nulla. [4] Nel 1679-1680 Tsaparang e il regno Guge venne conquistata dal Governo Centrale Tibetano di Lhasa sotto la guida del 5° Dalai Lama. A dispetto di danni enormi di allora e della distruzione della maggior parte delle statue e affreschi in entrambe le cappelle da parte delle Guardie Rosse durante la Rivoluzione Culturale, molti magnifici affreschi sono in qualche modo giunti fino a noi. [4]. Ricordo che nel 1718 da Tsaparng passò Ippolito Desideri s-J. da Pistoia [5] e che gli ultimi occidentali che mi risultano aver visitato Toling e Tsaparang prima della furia iconoclasta delle Guardie rosse, furono l'italiano Giuseppe Tucci [6] e lama Anagarika Govinda [7].
[1] Allen, Charles. (1999) Alla ricerca di Shangi-la, The Search for Shangri-La: A Journey into Tibetan History, pp. 265-6. Little, Brown and Company. Reprint: 2000 Abacus Books, London. ISBN 0-349-11142-1. [2] Allen, Charles. (1999), p. 243. Luczanits, Christian (2004). Buddhist Sculpture in Clay: Early Western Himalayan Art, Late 10th to Early 13th Centuries. Serindia Publications, Inc. pp. 25–28. ISBN 978-1-932476-02-6. Retrieved 23 January 2013. [3] Tibet, p. 200. (2005) Bradley Mayhew and Michael Kohn. 6th Edition. Lonely Planet. ISBN 1-74059-523-8. [4] Allen, Charles. (1999) The Search for Shangri-La: A Journey into Tibetan History, pp. 243-245. [5] Desideri, Ippolito [6] Tucci Giuseppe, The Temples of Western Tibet and their Artistic Symbolism: Tsaparang : Indo-Tibetica III-2 Tucci Giuseppe, Indo Tibetica, III I templi del Tibet Occidentale ed il loro simbolismo artistico: Parte II, Tsaparang [7] Anaharika Govinda, La via delle nuvole bianche, Astrolabio
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